alleportedellanotte alle ore 13:00
venerdì, 16 febbraio 2007

Ritorno qui dopo mesi. Mi chiedo se abbia ancora senso.

Ero quasi convinta che non l'avesse più, ma non sono ancora del tutto sicura.

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alleportedellanotte alle ore 22:47
domenica, 24 settembre 2006

Per chi davanti al video "Confronting the evidence" si è posto qualche domanda:

http://undicisettembre.blogspot.com

Dopodiché, uno amalgama come vuole.
Può anche non stare né di qua, né di là.

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alleportedellanotte alle ore 23:22
martedì, 05 settembre 2006

Non lo faccio mai, consigliare libri. Li regalo, si, regalo quelli che ho letto con particolare intensità perché penso che una parte delle mie emozioni da lettura resti aggrappata alle lettere sulle bianche pagine. Ma consigliare, mai. Però questo è diverso. Si dice così, sempre: però questo è diverso. E non si intende altro che l'ennesimo esempio preso a caso dalla massa.

Invece. Non so da che parte iniziare, gli invece si affollano nella mia mente.

Primo.
È un libro d'amore. Prendete un libro d'amore: la prima cosa da fare è togliere lei. Poi togliere anche lui. Via l'amore zuccheroso, via quello un po' retrò, via l'amore universale. Via il senso di appagamento e le lacrime. Tutto ciò che resta, è qui. Ed è tutto vero.

Secondo.
È un libro di sofferenza. Un po' ostentata, a volte, ma sempre molto discreta. E i soldi, la vera ragione per la condanna, passano in secondo piano dietro alle possibilità di una vita.

Terzo.
Si scorrono le pagine e si sente il respiro di un uomo che ha bisogno di volare.

Quarto.
Sir Alfred Douglas. Vale la pena leggere solo per lui. Giudichiamo e poi non siamo altro che ciechi, anche noi.

Quinto e Altri.
La speranza, Rob. L'azzurro oltre le sbarre non è mai stato così amaro e dolce insieme.

 

Il De Profundis non si dimentica.

 

(Lui è, superfluo dirlo, Oscar Wilde.)

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alleportedellanotte alle ore 18:18
giovedì, 23 marzo 2006

Lux libera nos.
Lux libera nos.

Ce n'è tanta, di luce, da qualche tempo. Mi stupisco tutte le volte che alzo gli occhi e rimango abbagliata. Come quelle giornate di sole, quelle giornate così. Esci con addosso la nebbia e rimani stordito. Così. Mi affaccio dal guscio della mia vita, aspetto la tormenta e il gelo, e trovo luce. Luce. Luce ovunque.
Chissà perché proprio a me.
Sto camminando su un raggio di sole. Pensavo fosse più difficile.
O forse nella mia incapacità non riesco ad aprire gli occhi?

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alleportedellanotte alle ore 18:01
venerdì, 10 marzo 2006

Io di più non posso darti.
Non sono che quello che sono.

Ah, come vorrei essere
sabbia, sole, in estate!
Che tu ti distendessi
riposata a riposare.
Che andando via tu mi lasciassi
il tuo corpo, impronta tenera,
tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
sopra di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla nuca al tallone,
bruno.

Ah, come vorrei essere
vetro, tessuto, legno,
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
ed è nato tremila chilometri lontano!
Essere
la materia che ti piace
che tocchi tutti i giorni,
che vedi ormai senza guardare
intorno a te, le cose
-collana, profumi, seta antica-
di cui se senti la mancanza
domandi: «Ah, ma dov'è?»

Ah, e come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola,
l'allegria della tua allegria!

Un amore, un solo amore:
l'amore di cui ti innamorassi.

Ma
non sono che quello che sono.

Pedro Salinas
da La voce a te dovuta

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alleportedellanotte alle ore 16:35
mercoledì, 08 marzo 2006

..e siamo ancora qui.

Abbiamo creduto che piangere fosse una conquista. Abbiamo scandito i silenzi con il nostro orgoglio, ma siamo ancora qui.

Il mondo non è cambiato. Dalla finestra non si vede più la solita luce, è diventato difficile scavare nelle vite dei vicini, almeno quanto lo è diventato guardarsi negli occhi. Ma siamo ancora qui.

D'improvviso soffia un vento atteso ma inaspettato, ci accarezza i pensieri, e sorprende quanto sia dolce la mervaglia che fiorisce, per l'ennesima volta.

E a quelli che dicono di lasciare perdere, possiamo solo rispondere: siamo ancora qui.

dietro casa

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alleportedellanotte alle ore 16:22
martedì, 08 febbraio 2005

 La gioia sta straripando,

e si mischia con il dolore.

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