alleportedellanotte alle ore 15:14
venerdì, 28 gennaio 2005

Spesso da piccina andavo ad ascoltare il mare. Mi sedevo lì, sull'orlo di quell'immensa distesa infinita, e ascoltavo. Aspettavo che la sera il sole si fosse abbassato fino a quasi sfiorarlo, quell'essere misterioso, e immaginavo i dialoghi, quante cose da raccontarsi, la giornata, lunga. Come a un'amica a cui snocciolare tutti i dettagli dei momenti trascorsi dall'ultimo distacco. Guardavo gli uccelli, sapevo che stavano comunicando attraverso i loro infiniti gemiti urlati al cielo, lo sapevo che non poteva essere un caso, che doveva esserci un ordine. Come le più piccole particelle dell'acqua. Come i granelli di sale che mi restavano sulla pelle. Ascoltavo se per caso il mare avesse qualcosa anche per me, ma no. A me non diceva mai niente, intento com'era a conversare con il sole, a rifletterlo, a rassicurarlo sulla sua bellezza. Vanità. E io, piccola, lì sulla sabbia ero come una spettatrice non voluta, una spia. Mi sentivo soffocare, nonostante tutto. Mi mancava l'aria, mi mancava un amico, mi mancava l'abbraccio con quell'enorme distesa di azzurro che sorrideva vanesia di fronte a me, e si rifletteva nei miei occhi, li faceva addirittura piangere, quegli occhi.

Ho smesso di andare ad ascoltarlo. Me ne sono andata, lontano. L'ho odiato come si può odiare solo se stessi, l'ho abbandonato alle sue solitarie conversazioni. Quando stavo andando via.. l'ho sentito. Sembrava mi chiamasse. Proprio me. Sì, proprio me. Mi aveva parlato per tanto tempo. E io non l'avevo sentito, e forse non l'avevo voluto. Persa com'ero nella contemplazione di me stessa nel vuoto. Vanità.

[..mentre Peter Kater urla con la sua "Anthem"]

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alleportedellanotte alle ore 18:13
martedì, 25 gennaio 2005

Sono sorpresa. Profondamente sorpresa. Chi l'avrebbe mai detto che gli scrittori hanno un'anima?
La mia onda è andata ad infrangersi proprio lì, contro i tuoi scogli, ed è stata accolta con calore, con amicizia.
La tua filosofia mi si è rovesciata addosso, così.
Mi ha investito, e ne sono sorpresa.
Piacevolmente sorpresa.

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alleportedellanotte alle ore 15:40
venerdì, 21 gennaio 2005

Volo

nei tuoi occhi,

nella profondità di quel mare

che non dimentico mai

nemmeno quando

piango

nemmeno quando piangi, tu.

Mi perdo

nella tua dolcezza

la meraviglia che straripa

dai trasparenti argini

della monotonia.

E ricordo - come potrei non farlo -

ricordo ancora, non ho dimenticato,


noi,

e tu, e io.

Ricorderò,

oggi per sempre.

[Perché nessuno sarà come Lui, nè Lui sarà come qualcuno.]

-dreaming with Dido, Sand in my shoes-


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alleportedellanotte alle ore 15:26
lunedì, 17 gennaio 2005

Reduce da questo weekend disastroso, ritorno al mio posto. Distrutta, lacerata. Ho scoperto che non esistono le favole così come non esiste l'amicizia: l'egoismo è più forte. La verità mi ha abbagliato, e ha lo stesso sapore amaro dell'attesa. Continuo ad aspettare, ma intanto cadono le pietre del mio muro. Una alla volta.
Solo, devo continuare a mentire: mi fiderò ancora di te.

E non dire che non lo sapevi.

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alleportedellanotte alle ore 20:21
sabato, 08 gennaio 2005

 È già passato tutto. Il tempo è crudele: non ci lascia assaporare i momenti di gioia, ci forza a crogiolare troppo a lungo nel dolore. Mi risveglio dall'interminabile sonno e mi guardo intorno. Non è cambiato nulla. Ci credevo, io...

Aspetto, come ho sempre fatto. 

Non ho fretta: se l'avessi, non sarei qui.

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